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Google Adwords: comprare traffico per far crescere il conversion rate

14 aprile 2019
di lettura

Le campagne a pagamento consentono di ricevere traffico da un pubblico selezionato, che ha maggiori probabilità di effettuare acquisti, registrazioni, richieste di preventivi, o qualunque altro obiettivo vi siate prefissati.

Google Adwords è il programma di Google per creare campagne di annunci a pagamento in tutti i Paesi dove Google è presente. È uno strumento per promuovere siti web, blog o anche attività offline sul motore di ricerca e ottenere visibilità attraverso il posizionamento non organico nella SERP ‒ i risultati della ricerca effettuata dagli utenti e ordinati dall’algoritmo di Google per rilevanza.

Gli annunci a pagamento si posizionano al di sopra dei risultati di ricerca, in posiziona avvantaggiata.

La console di Google AdWords è pensata per essere utilizzata anche da utenti poco esperti, e si possono trovare online guide e tutorial dettagliati. Inoltre, entrando nel programma viene fornito un numero verde per ottenere l’assistenza di un esperto e farsi aiutare. Se si ha una propria scheda su Google Business accreditata, cliccando su “Crea un annuncio” si viene reindirizzati a Google Adwords Express, una piattaforma per creare in modo ancora più semplice una campagna di annunci.

Come funziona Google Adwords

Per ottenere più visite sui motori di ricerca è necessario acquistarle, soprattutto in settori in cui la concorrenza è alta. Acquistare visite significa pubblicare online campagne di annunci a pagamento. Per creare una campagna, bisogna creare un account sul programma Adwords di Google e cliccare sul pulsante “Crea la tua prima campagna”. In questa pagina si possono impostare una serie di parametri generici come la lingua utilizzata, la geolocalizzazione, l’orario di pubblicazione degli annunci e il budget da investire.

È molto importante sapere che si pagano solo i click che si ricevono. I click corrispondono alle visite effettuate dagli utenti sul sito quando cliccano l’annuncio. Google consente di predisporre un budget giornaliero, di stabilire la durata della campagna e il prezzo massimo che si è disposti a pagare per ciascun click. Ad esempio, si può decidere di spendere 20 euro al giorno per due settimane e di pagare i click al massimo 20 centesimi. Quando viene raggiunto il budget giornaliero di spesa, Google stacca l’annuncio fino al giorno successivo, pertanto non c’è alcun rischio di spendere più di quanto stabilito in partenza.

Con parola chiave (o keyword) si intende la parola o la combinazione di parole con cui il navigatore effettua una ricerca online. Le parole chiave pertinenti agli annunci vengono suggerite dal programma, che inoltre specifica quante ricerche al mese vengono effettuate per ogni parola o frase chiave. È un’informazione importante, perché così si capisce cosa cercano gli utenti e quante possibilità si hanno che un annuncio venga cliccato. Se una parola chiave ha una bassa rilevanza, sicuramente costerà meno, ma avrà anche un pubblico ridotto. Ad ogni gruppo di annunci si può associare un numero indefinito di keyword. L’annuncio viene visualizzato quando un utente digita una delle chiavi ad esso associate.

Si può stabilire un valore massimo a click, oppure lasciar decidere a Google. In tal caso, il costo dei click dipende dalle parole chiave associate all’annuncio. Più alto è il numero delle ricerche, più il costo della keyword sale: per esempio, una chiave generica come “scarpe” costerà più di una chiave come “scarpe tacco donna Torino”. Per ogni keyword, Google stabilisce il prezzo massimo per far comparire l’annuncio in cima alla prima pagina della SERP, in un determinato orario e in base alla concorrenza. Se si desidera spendere meno, Google inserirà l’annuncio in posizioni meno favorevoli, come la seconda pagina. In sostanza, viene effettuata una specie di asta, e la posizione migliore viene assegnata all’inserzionista che offre di più. Google addebiterà il costo della chiave solo quando l’annuncio viene cliccato.

Una campagna Adwords dà la possibilità di profilare il pubblico inserendo dei filtri: per esempio, l’annuncio può essere visto solo da chi abita in una certa zona, da un pubblico solo maschile o solo femminile, o da utenti di una certa fascia di età. Si possono anche diversificare gli annunci in base ai dispositivi utilizzati: desktop, laptop, tablet o smartphone. In questo modo, i click verranno indirizzati allo specifico segmento di traffico a cui ci si rivolge, con maggiori possibilità di ottenere un risultato.

Affinché l’annuncio sia efficace bisogna cercare di essere creativi e di proporre una call to action che coinvolga gli utenti: scopri l’offerta, visita lo showroom, ottieni un fantastico omaggio... e così via! Meglio se l’annuncio promuove un’offerta o uno sconto realizzato ad hoc per la campagna, con una specifica pagina di atterraggio sul sito (landing page) a cui indirizzare il cliente.

Google mette a disposizione degli inserzionisti diversi tipi di estensioni all’annuncio. Le estensioni servono a fornire dati aggiuntivi e informazioni utili che vengono pubblicate sotto l’annuncio: ad esempio, il numero di telefono, il segnaposto di Google Maps con l’indirizzo del negozio, le recensioni dei clienti, il download di un’applicazione smartphone e altre ancora. Bisogna dunque scegliere l’estensione più adatta per lo scopo che ci si prefigge.

Per analizzare l’efficacia degli annunci, si possono controllare i dati di traffico con un programma di tracciamento (Google Analytics ad esempio è gratuito ed estremamente dettagliato) e modificare i vari parametri della campagna. Se si ottengono molte impression (visualizzazioni) e un ridotto numero di click, vuol dire che l’annuncio non è particolarmente interessante e non attira pubblico, quindi bisognerà aggiustare il tiro e cambiare strategia pubblicitaria.

Per ogni campagna, si possono creare più annunci, ed eliminare o sostituire quelli meno efficaci. Infine, si può controllare se chi entra nel sito attraverso l’annuncio deciderà di navigarci oppure uscirà subito. Se la percentuale di chi esce subito è molto elevata (tasso di rimbalzo), allora bisognerà ripensare meglio sia la campagna che l’impostazione del sito.