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Il ruolo positivo dei social media durante la pandemia

7 gennaio 2021
di lettura

Durante la prima ondata pandemica causata dal COVID-19, i social media si sono rivelati degli strumenti stupefacenti per “restare vicini” anche se fisicamente distanti.

Dando uno sguardo alle modalità attraverso le quali individui, aziende e governi hanno condiviso informazioni e interagito con gli altri sui social media, riteniamo interessante descrivere quattro dei ruoli principali che le piattaforme social hanno giocato e stanno tutt’ora giocando per fronteggiare la pandemia.

Una vasta fonte di informazione (e disinformazione)

Mai come oggi gli esseri umani hanno avuto a disposizione una così vasta gamma di notizie in tempo reale. Queste informazioni contribuiscono a tenerci al sicuro, ci permettono di avere una comprensione approfondita di cosa succede nel mondo e come tali eventi impattino sulla nostra vita e quella dei nostri cari.

Ciò nonostante, purtroppo, i social media permettono anche di diffondere falsità e fandonie. 
Diventa quindi fondamentale essere in grado di distinguere una notizia vera da una falsa; un buon metodo per farlo è verificare sempre la fonte della notizia.

A questo proposito, le aziende dei social media stanno lavorando per contrastare, tutt’ora, la disinformazione che ruota attorno a tematiche riguardanti il Coronavirus.

La miglior regola generale per assicurarsi che un’informazione sia precisa e corretta è verificare la fonte originale e assicurarsi che:

  • le risorse siano oltremodo affidabili
  • l’informazione sia trasmessa correttamente

Il fatto che qualcuno affermi di aver letto qualcosa da una fonte affidabile non significa per certo che riporterà quell’informazione in modo accurato.

Se un individuo presenta delle informazioni, è sua responsabilità citare e verificare la fonte da cui la notizia proviene.

L’influenza sulla risposta del pubblico alla pandemia

Grazie ai social miliardi di persone sono libere di pubblicare le proprie opinioni su diverse piattaforme. Nei mesi passati si sono visti individui, organizzazioni e business di ogni genere usare i social media per diffondere consapevolezza riguardo al Coronavirus unitamente alle misure da prendere.

Con l’avvento della prima e inaspettata ondata della pandemia abbiamo imparato a familiarizzare con termini quali distanziamento sociale, assembramento, smartworking e lockdown.

In questo senso, i social media, si sono rivelati degli strumenti di fortissimo impatto in quanto hanno permesso a tutti gli utenti, soprattutto ai più seguiti, di diffondere le regole da mantenere per limitare il più possibile la diffusione del virus.

Piattaforme di marketing

La diffusione del COVID-19 e la conseguente quarantena generalizzata hanno rappresentato un momento decisivo per moltissimi brand, soprattutto per ciò che concerne la strategia marketing per prodotti e servizi.

Molti business sono stati in grado di fornire una risposta forte al virus. Durante il primo lockdown la principale responsabilità dei brand è stata quella di pensare al benessere dei propri dipendenti e dei propri clienti.

Detto questo, esistono certi modelli di business che si sono prestati particolarmente a fornire sollievo a molte persone durante questo periodo.
I servizi di streaming, ad esempio, hanno fornito intrattenimento per chi si annoiava a casa.
Più recentemente bar e ristoranti, grazie al servizio di consegna a domicilio, sono stati in grado di fornire in sicurezza generi alimentari a coloro che desideravano un pasto fuori dall’ordinario.

Un potente mezzo per portare positività

Nessuna piattaforma è perfetta. Nonostante la disinformazione e la paura, sui social si è assistito a un’ondata di vivacità, informazione e unità. La possibilità di condividere esperienze con familiari e amici, durante il lockdown totale ha aiutato come mai prima a combattere l’isolamento sia in senso letterale che emozionale, ricordando al contempo che stavamo affrontando tutti la stessa situazione.

Il virus ha messo molte persone, specialmente anziani, disabili, e lavoratori in una situazione molto ardua. Intere comunità hanno dato il loro supporto sostenendo organizzazioni impegnate in raccolte fondi sui social media per aiutare le categorie più in difficoltà.

Le persone hanno usato i social per offrire il proprio supporto in ogni modo possibile,  per esempio offrendosi di andare a far la spesa per chi non poteva farlo in autonomia.

Le persone, in ogni parte del mondo, grazie ai social hanno potuto condividere le proprie esperienze. I post relativi alla quarantena sono stati pubblicati in svariati formati, da video di yoga in casa a foto di animali domestici che giocano tutto il giorno con i padroni a skatch comici amatoriali relativi alla situazione pandemica.

Naturalmente non sono mancati anche numerosissimi post che mostravano quanto fosse difficile e spaventosa la situazione che si stava trascorrendo.

Conclusioni

Si è trattato indubbiamente di un periodo spaventoso e pieno di incertezza, durante il quale però si ha avuto modo di comprendere la vera forza dei moderni sistemi di comunicazione.

Negli anni a venire il periodo pandemico servirà da case study sul modo in cui le persone e le imprese hanno risposto ad un evento globale senza precedenti, anche dal punto di vista tecnologico, e su come le azioni messe in atto su una piattaforma pubblica e gratuita come i social media hanno influenzato quelle di invidui, società e governi.

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