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LinkedIn company page. La pagina aziendale

1 dicembre 2020
di lettura

Con questo articolo iniziamo un viaggio, nelle mie intenzioni pragmatico ed onesto, nella piattaforma Linkedin. Non la guarderemo in termini generali, come già fatto; piuttosto andremo ad analizzare singole parti e le relative funzioni, possibilmente correlandole ad obiettivi di business.

Company page: la definizione

Di seguito vi riporto la definizione che potete trovare sul file LinkedIn Company Page. E’ una definizione a mio avviso auto esplicativa; ciò nondimeno cercheremo di approfondire alcuni punti.

Le pagine di LinkedIn sono il luogo dove l’azienda attrae ed interagisce con l’audience in target. Ricordiamoci che la Pagina Aziendale è sempre il primo click che si effettua dopo aver visitato il profilo personale di un utente.

L’azienda può attirare l’attenzione dei possibili clienti fornendo contenuti rilevanti e creativi, come ad esempio: documenti di approfondimento, case studies e contenuti tutoriali. Fornendo contenuti di qualità, che risolvono i dubbi e i problemi dei clienti, è possibile facilitare in modo efficace l’attività commerciale.

La pagina può anche essere considerata un luogo dove condividere i volti dei protagonisti dell’azienda e delle loro storie.

Ciò che è più importante è considerare la pagina aziendale come uno strumento di marketing dinamico, piuttosto che la pagina chi siamo del Vostro sito web.

Interagire con audience in target

La prima indicazione importante data dalle definizione è quella riportata nel presente titoletto. 

La company page non è un luogo digitale dove inserire i dati aziendali nella speranza che qualcuno ci trovi stile pagine gialle, né tanto meno il luogo dove autocelebrarsi (che belli che siamo in fiera, il mio è il prodotto più bello del mondo, bla bla bla).

La pagina aziendale dovrebbe essere luogo:

  1. di interazione
  2. con audience in target

Non vi scandalizzerete dunque se vi dico che il 99% delle pagine aziendali di LinkedIn, non sono affatto company page, piuttosto il riflesso dei “desiderata espressivi” del marketing o della proprietà aziendale, con effetti nulli dal punto di vista commerciale (quanti vi chiamano dopo aver scritto che siete i migliori del mondo?).

Ma come possiamo interagire con un pubblico che non c’è? Mi chiederanno coloro che mi stanno ancora leggendo.

Contenuti rilevanti e creativi

L’audience in target non c’è perché evidentemente manca il contenuto rilevante, che nella definizione della pagina LinkedIn è così esemplificato: documenti di approfondimento, case studies e contenuti tutoriali.

Sembra che il core business di una company page su LinkedIn sia quello di fornire aiuto e cultura ai propri clienti.

E’ tanto banale quanto rivoluzionario! Per ragioni a me ignote tutte le aziende quando iniziano a comunicare si magnificano, si celebrano. Non che sia sbagliato farsi belli nel mercato… ma vi chiedo: quanto questa attività di “marketing” è davvero efficiente? Quanto produce in termini di interazioni con i prospect, se non di fatturato?

In un mondo in cui tutti offrono tutto da qualsiasi parte del mondo, forse dire “questo è il prodotto migliore” non basta più; la competizione, anche commerciale, si è spostata (per fortuna) anche sulla capacità di un’azienda di saper fornire valore al cliente, dove il valore non è solo percepito ma vissuto.

Infatti parliamo di “pain points”: problematiche serie dei nostri clienti che possiamo risolvere o aiutare a risolvere con documenti realmente utili; parliamo di case studies, nei quali il cliente o il prospect può proiettarsi, rileggendo nella realtà di altri le sue esigenze e le risposte che gli servirebber); parliamo di tutorial, attraverso il quale aiutiamo il cliente o lo formiamo ad un utilizzo corretto di un mezzo, o alla installazione/manutenzione/trasporto/implementazione dello stesso. 

Quindi pare che una cultura aziendale propensa al servizio diventi, all’interno di un contesto digitale, globalizzato, competitivo, una vera e propria leva commerciale.

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