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Ambito: Comunicazione

Key Performance Indicator del mondo digitale

8 gennaio 2019
di lettura

Identificare e analizzare i KPI utili alla propria attività consente di pianificare una comunicazione efficace, di correggere gli errori e di ottimizzare gli investimenti marketing.

I KPI (key performance indicator) sono utili a valutare le prestazioni di un sito o di una campagna digitale sul web e sui social.

Sapere quante persone visitano un sito ogni giorno, quante pagine visualizzano, quanti utenti aprono la newsletter o un post sui social, quali messaggi hanno più successo di altri, è utile a pianificare in modo strategico la propria comunicazione digitale.

Scegliere su quali KPI concentrarsi per misurare l’efficacia della comunicazione dipende dagli obiettivi che ci si è prefissati e quindi i risultati vanno valutati caso per caso e non come valori assoluti.

Ad esempio, il click through rate indica quante persone hanno cliccato su un annuncio pubblicitario, ma è un valore da analizzare tenendo conto di quante di loro hanno poi effettuato un acquisto, una registrazione, un download o qualsiasi altro obiettivo ci si era posti.

Nella comunicazione digitale è possibile misurare qualsiasi cosa, ma gli indicatori e i dati da analizzare sono davvero tanti e possono confondere invece di offrire un utile riscontro.

In questa foresta di KPI, la cosa migliore è porsi degli obiettivi precisi e analizzare solo i KPI utili a quello che ci si è prefissati. I KPI vengono calcolati come metriche (tassi, medie percentuali, rapporti) relative e non come valori assoluti. Inoltre, sono parametri dinamici perché cambiano di volta in volta rispetto ai valori analizzati nel periodo precedente.

Principali KPI

  • Search engine ranking: misura la posizione delle pagine del sito sui motori di ricerca in base alle keyword analizzate.
  • Numero di visitatori unici o numero di visite: quanti visitatori nuovi guadagna il sito in un determinato periodo di tempo e quanti di loro ritornano.
  • Bounce rate: KPI è particolarmente importante per valutare il gradimento del sito: misura quanti utenti entrano ed escono dalla stessa pagina del sito, senza visitarlo.
  • Conversion rate: permette di misurare quanti visitatori del sito effettuano un ordine di acquisto in un determinato periodo di tempo.
  • Cost per visit: se si sta investendo in una campagna a pagamento, è utile sapere quanto costa ogni visita ottenuta tramite un annuncio, e se non sia più conveniente investire in SEO (ottimizzazione sui motori di ricerca), nei social o nella costruzione di una rete di backlink (i link alle proprie pagine inseriti su siti autorevoli e a largo traffico) per aumentare il traffico diretto.
  • Cost per order: analogamente al KPI precedente, misura quanto costa ogni nuovo ordine di acquisto.
  • Ordini totali, fatturato, scontrino medio, ricavo al netto delle spese: l’insieme di questi KPI misura se le vendite danno degli utili e se possono esserci dei margini di miglioramento. Ad esempio, conviene avere tanti ordini con piccoli importi, oppure pochi ordini con uno scontrino più elevato? Come si può ottenere questo risultato?
  • Delivery on time: percentuale di ordini che viene evasa e spedita secondo le tempistiche previste.
  • Percentuale di resi: quanti ordini realizzati dagli utenti vengono resi.
  • Cost to service: costo per ogni ordine evaso.
  • Soddisfazione dei clienti, valutazione del customer care: percentuale di reclami e in che misura si riescono a risolvere.
  • Social networking presence: percentuale di follower, fan e utenti per ciascun social media.
  • Condivisioni, like e commenti positivi: quante persone condividono, commentano, ritwettano i contenuti social.