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Ambito: Comunicazione

Web analytics per monitorare le performance di un sito

4 febbraio 2019
di lettura

Monitorare i dati di traffico su Google Analytics è fondamentale per capire come migliorare i risultati del proprio sito.

Per sapere se il proprio sito funziona al meglio è importante misurare la quantità di visite ricevute e monitorare una serie di altri parametri fondamentali (KPI) al fine di pianificare le azioni di web marketing, ipotizzare delle previsioni, far crescere i risultati.

Google Analytics è lo strumento gratuito di analisi dei dati di traffico di Google, utili per creare siti più efficaci e per ottimizzare le campagne di marketing.

Attraverso gli strumenti di Analytics è possibile seguire in tempo reale il comportamento degli utenti quando entrano nel sito e analizzare l’andamento del traffico confrontando tra loro periodi diversi.

Google Analytics risponde a importanti domande sul funzionamento di un sito e delle iniziative di marketing. Non solo misura quanti visitatori entrano nelle pagine di un sito, ma può fornire informazioni su chi sono, da dove vengono, quante pagine visitano e per quanto tempo, con quali parole chiave sono entrati, a quali prodotti o servizi sono interessati.

Alcune di queste informazioni, in particolare quelle relative ai dati demografici e agli interessi degli utenti, si possono ottenere solo se vengono attivate le campagne su Google Adwords.

Come funziona Google Analytics

Per prima cosa bisogna inserire nel proprio sito il codice di monitoraggio che Analytics fornisce all’apertura di un nuovo account. Completata questa operazione, dopo circa 24 ore Analytics comincerà a ricevere i dati di traffico del sito, ad analizzarli e a restituirli sotto forma di grafici facilmente comprensibili.

Il primo KPI da prendere in considerazione è il numero di visitatori che entrano ogni giorno nel sito, diviso in utenti nuovi o di ritorno. È importante sapere quanti utenti ritornano a visitare il sito, e quanti di loro compiono un’azione, come effettuare la registrazione, iscriversi alla newsletter, effettuare un ordine, scaricare un buono acquisto, richiedere un preventivo ecc. Inoltre, anche sapere quante pagine hanno visitato, per quanto tempo, e da quale pagina sono entrati può fornire informazioni utili sulla customer satisfaction.

Analytics fornisce anche dati sulla geolocalizzazione degli utenti, su quale browser navigano o quale dispositivo utilizzano (desktop, tablet o smartphone). In questo modo si può capire se il sito è facilmente navigabile anche da mobile, oppure va modificato.

Un altro dato significativo è l’origine del traffico: i visitatori hanno trovato il sito con una ricerca su Google, oppure cliccando un annuncio a pagamento? Sono entrati da un link su una pagina social, oppure da un backlink sulla pagina di un blog?

Analytics fornisce una quantità davvero impressionante di dati. Per un utente poco esperto o per una piccola attività, sono persino troppi da analizzare. Ma si possono identificare quelli più utili e concentrarsi sul loro monitoraggio, per valutare l’andamento dell’attività. È possibile esportare report di qualsiasi dato, per qualsiasi periodo di tempo, e anche riceverli via mail con la frequenza desiderata.

Un altro dato davvero importante di cui tenere conto è la frequenza di rimbalzo (bounce rate). Indica in percentuale quanti visitatori entrano ed escono da un sito dopo pochi secondi, senza aver approfondito la navigazione. È un parametro che indica il gradimento del sito, ma non solo. Ad esempio, il sito potrebbe essere stato ottimizzato per parole chiave troppo generiche che non corrispondono esattamente ai contenuti o che magari confondono: gli utenti trovano il sito, ma in realtà stavano cercando qualcos’altro. Un bounce rate elevato è un sintomo che qualcosa non sta funzionando a dovere, e che si devono prevedere modifiche o farsi seguire da un consulente.

Un ultimo dato molto importante per chi ha un e-commerce è quello dei carrelli abbandonati. Se l’utente è arrivato a riempire il carrello e non ha completato l’ordine, vuol dire che qualcosa ha compromesso il processo di acquisto e bisogna capire in quale punto è avvenuto il corto circuito. Pochi metodi di pagamento, spese di spedizioni elevate, troppi campi da compilare, poche informazioni sui resi ecc. Ciascuno di questi touch point potrebbe aver creato il problema: capire quindi da quale pagina sono usciti gli utenti darà risposta a questi interrogativi.

Analytics fornisce inoltre le chiavi di lettura per tutti i parametri: cliccando sul punto interrogativo, si apre una finestra di spiegazione che chiarisce come il dato viene calcolato e a cosa si riferisce. Inoltre, offre una guida multilingua molto dettagliata, raggiungibile da qualsiasi pagina.