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Ambito: Comunicazione

Web analytics per monitorare le performance di un sito

3 marzo 2020
di lettura

Monitorare i dati di traffico su Google Analytics è fondamentale per capire come migliorare i risultati del proprio sito online

Cos’è Google Analytics

Per sapere se il proprio sito funziona al meglio è importante misurare la quantità di visite ricevute e monitorare una serie di altri parametri fondamentali (KPI) al fine di pianificare le azioni di web marketing, ipotizzare delle previsioni, far crescere i risultati.

Google Analytics è lo strumento gratuito di analisi dei dati di traffico di Google, di cui ci si può servire per creare siti più efficaci e per ottimizzare le campagne di marketing.

Google Analytics risponde a importanti domande sul funzionamento di un sito e delle iniziative di marketing. Non solo misura quanti visitatori entrano nelle pagine di un sito, ma può fornire informazioni su chi sono, da dove vengono, quante pagine visitano e per quanto tempo, con quali parole chiave sono entrati, a quali prodotti o servizi sono interessati.

Alcune di queste informazioni, in particolare quelle relative ai dati demografici e agli interessi degli utenti, si possono ottenere solo se vengono attivate le campagne su Google Ads.

Attraverso gli strumenti di Analytics è possibile seguire in tempo reale il comportamento degli utenti quando entrano nel sito e analizzare l’andamento del traffico confrontando tra loro periodi diversi.

Come funziona Google Analytics

La prima cosa da fare per ottenere queste risposte è inserire nel proprio sito il codice di monitoraggio che Analytics fornisce all’apertura di un nuovo account. Completata questa operazione, dopo circa 24 ore Analytics comincerà a ricevere i dati di traffico del sito, ad analizzarli e a restituirli sotto forma di grafici facilmente comprensibili.

Il primo KPI da prendere in considerazione è il numero di visitatori che entrano ogni giorno nel sito, diviso in utenti nuovi o di ritorno. È importante sapere quanti utenti ritornano a visitare il sito, e quanti di loro compiono un’azione, come effettuare la registrazione, iscriversi alla newsletter, effettuare un ordine, scaricare un buono acquisto, richiedere un preventivo ecc. Inoltre, anche sapere quante pagine hanno visitato, per quanto tempo, e da quale pagina sono entrati può fornire informazioni utili sulla customer satisfaction.

Entrando nel link Acquisizione>Campagne>Parole chiave organiche si apre un report con le parole chiave con cui gli utenti hanno trovato il vostro sito. Questa è una delle metriche più significative, perché vi aiuta a capire se siete posizionati bene per le parole chiave principali che identificano il vostro business. Purtroppo, le query effettuate dagli utenti che navigano “loggati” in Google non vengono registrate e questo tipo di ricerche viene raccolto sotto la dicitura “not provided”. Come potete immaginare, sono sempre di più gli utenti che hanno un account Google, per cui questo dato è decisamente parziale.

Per aggirare il problema si può analizzare il sito nella Google Search Console dove dovreste registrarvi e collegare l’applicazione al vostro account di Google Analytics. In questa applicazione, cliccando su Rendimento, si possono vedere le parole chiave che corrispondono al vostro sito, come sono posizionate e quanti clic hanno ottenuto. È un modo per capire se la vostra SEO è fatta bene, se il sito si posiziona nella prima o nella seconda pagina di Google, e se e dove si può migliorare. Un altro aiuto in questo senso vi può venire dall’uso di piattaforme come SEOZoom, che se ben utilizzate vi guideranno con facilità all’ottimizzazione del sito.

Analytics fornisce anche dati sulla geolocalizzazione degli utenti, su quale browser navigano o quale dispositivo utilizzano (desktop, tablet o smartphone). In questo modo si può capire se il sito è facilmente navigabile anche da mobile, oppure se vada modificato. Un altro dato significativo è l’origine del traffico: i visitatori hanno trovato il sito con una ricerca su Google oppure cliccando un annuncio a pagamento? Sono entrati da un link su una pagina social oppure da un backlink sulla pagina di un blog? Questo dato si può trovare cliccando su Acquisizione>Tutto il traffico>Sorgente mezzo. Qui si può vedere da quali siti proviene il traffico, se dai backlink o dalle pagine Social. Il traffico diretto è quello derivato dalle ricerche fatte su Google con il nome del sito.

Per quanto riguarda i risultati, se definite gli obiettivi (ad esempio il numero di ordini al mese, oppure le registrazioni o ancora l’iscrizione alla newsletter) Analytics vi fornirà un report con gli ordini e i ricavi, il numero di lead o qualunque altra metrica abbiate impostato come obiettivo. Potrete così capire da dove è arrivato l’ordine o il contatto (da quale link, campagna, pagina sociale ecc.) per capire meglio come procedere nella gestione del sito e nelle varie attività di promozione.

Per definire gli obiettivi qui una breve guida di Google:

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Accedi alla sezione degli obiettivi:

  1. Accedi a Google Analytics.
  2. Fai clic su Amministrazione e accedi alla vista che cerchi.
  3. Nella colonna VISTA fai clic su Obiettivi.
  4. Fai clic su + NUOVO OBIETTIVO o su Importa dalla Galleria per creare un nuovo obiettivo oppure fai clic su un obiettivo esistente per modificarne la configurazione.

    Nota: se + NUOVO OBIETTIVO e Importa dalla Galleria non sono visibili, significa che hai già creato i 20 obiettivi consentiti per la vista corrente.

 

 

Analytics fornisce una quantità davvero impressionante di dati. Per un utente poco esperto o per una piccola attività, sono persino troppi da analizzare. Ma si possono identificare quelli più utili e concentrarsi sul loro monitoraggio, per valutare l’andamento dell’attività. È possibile esportare report di qualsiasi dato, per qualsiasi periodo di tempo, e anche riceverli via mail con la frequenza desiderata.

Un dato davvero importante di cui tenere conto è la frequenza di rimbalzo (bounce rate). Indica in percentuale quanti visitatori entrano ed escono da un sito dopo pochi secondi, senza aver navigato. È un parametro che indica il gradimento del sito, ma non solo. Ad esempio, il sito potrebbe essere stato ottimizzato per parole chiave troppo generiche che non corrispondono esattamente ai contenuti o che magari confondono: gli utenti trovano il sito, ma in realtà stavano cercando qualcos’altro. Un bounce rate elevato è un sintomo che qualcosa non sta funzionando a dovere, e che si devono prevedere modifiche o farsi seguire da un consulente.

Un altro dato su cui lavorare è quello dei carrelli abbandonati. Se l’utente è arrivato a riempire il carrello e non ha completato l’ordine vuol dire che qualcosa ha disturbato il processo di acquisto e bisogna capire in quale punto del processo è avvenuto il corto circuito: pochi metodi di pagamento, spese di spedizioni elevate, troppi campi da compilare, poche informazioni sui resi ecc. Ciascuno di questi touch point potrebbe aver creato il problema: capire quindi da quale pagina sono usciti gli utenti darà risposta a questi interrogativi.

Analytics fornisce inoltre le chiavi di lettura per tutti i parametri: cliccando sul punto interrogativo, si apre una finestra di spiegazione che chiarisce come il dato viene calcolato e a cosa si riferisce. Inoltre, offre una guida multilingua molto dettagliata, raggiungibile da qualsiasi pagina.