Il Giappone in ottica digital export

Nel 2022, le esportazioni italiane di beni e servizi via internet verso il Giappone hanno raggiunto i 3,1 miliardi di euro (+20% rispetto all'anno precedente).

Creato il 2 novembre 2023
Aggiornato il 10 novembre 2023

Nel 2022, le esportazioni italiane di beni e servizi via internet verso il Giappone hanno raggiunto i 3,1 miliardi di euro (+20% rispetto all'anno precedente).

Il Giappone non solo rappresenta la terza economia mondiale e uno dei sistemi economici più avanzati, ma è anche caratterizzato da una stabilità politica e una continuità nelle scelte di politica economica, aspetti che incrementano e rafforzano l’immagine di affidabilità del Paese.

Secondo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale, il Giappone registrerà nel 2023 una crescita del PIL dell'1,6%. 

Accordo di Partenariato Economico tra UE e Giappone

Nel 2019 è entrato in vigore l'Accordo di Partenariato Economico, che ha contribuito a rafforzare la posizione dell'Italia sul mercato giapponese, portando l'interscambio bilaterale con il nostro Paese a sfiorare i 15 miliardi di euro nel 2022, dei quali oltre 10 miliardi in export verso il Giappone. L’Italia si conferma così il secondo fornitore tra i Paesi dell’Unione Europea, con quote importanti di mercato nell’agroalimentare.

Settori trainanti dell'export giapponese includono l'automotive, la meccanica e le industrie pesanti, che rappresentano anche centri di innovazione tecnologica a livello internazionale.

Startup e politiche di promozione degli investimenti

Il Giappone ha un forte interesse nello sviluppo di startup con modelli economici innovativi. Il governo ha creato una delega specifica per promuovere queste iniziative, destinando importanti risorse. Questa direzione apre la via a possibili collaborazioni proficue per le industrie italiane.

Il Paese del Sol Levante offre infatti un contesto particolarmente attrattivo e sicuro per gli investimenti esteri. È classificato al 29° posto su 190 Paesi nel rapporto Doing Business della Banca Mondiale e ha anche firmato 12 convenzioni di protezione degli investimenti, dimostrando un solido impegno a garantire la sicurezza dei fondi stranieri.

Secondo il World Investment Report dell'UNCTAD, nel 2021 i flussi di Investimenti Diretti Esteri verso il Giappone sono più che raddoppiati, superando i 24 miliardi di dollari, e lo stock complessivo degli investimenti in entrata ha raggiunto circa 257 miliardi di dollari.

Settori promettenti per l'export italiano e l’e-commerce

L'Italia ha consolidato la sua presenza in Giappone con una quota di mercato dell'1,3%. I settori più promettenti per l'export italiano includono i prodotti tessili e l'abbigliamento, l'alimentare e le bevande, i mezzi di trasporto, gli articoli farmaceutici, i macchinari e i prodotti chimici.

Il fronte e-commerce è particolarmente interessante poiché il Giappone è il quarto mercato globale per acquisti online, con un giro d’affari che si stima supererà i 120,5 miliardi di dollari nel 2024. La forte propensione dei consumatori giapponesi per gli acquisti via web interessano in special modo i settori come elettronica, moda, cibo e bevande e articoli per la casa.

La maggior parte dei giapponesi (circa l’80%) utilizza lo smartphone per cercare prodotti e finalizzare acquisti online, mentre il restante 20% del traffico passa attraverso tablet, laptop e pc.
Le piattaforme più utilizzate in Giappone sono:

  • Rakuten Ichiba, con 120 milioni di utilizzatori, rappresenta orientativamente il 40% del mercato e-commerce giapponese
  • Amazon Japan, 80 milioni di utilizzatori, si attesta al secondo posto con una quota di mercato del 25%
  • Yahoo! Shopping, coinvolge 50 milioni di utilizzatori e prende il 15% di mercato.
  • Mercari, 40 milioni di utilizzatori e il 10% di mercato.

Commercio online tra Giappone e Italia

Nel 2022, le esportazioni italiane di beni e servizi via internet verso il Giappone hanno raggiunto i 3,1 miliardi di euro (+20% rispetto all'anno precedente). Le aziende italiane che desiderano vendere in Giappone, sfruttando il crescente interesse verso i prodotti made in Italy e le potenzialità della rete, dovrebbero preliminarmente considerare:

  • La traduzione e la localizzazione del sito web, nonché l’implementazione di chatbot in giapponese per la relazione con il cliente (richieste di chiarimenti, di giacenze di prodotti etc.).
  • L’offerta di un servizio di consegna affidabile e veloce, che può avvalersi di vettori sia nazionali, come Yamato Transport, Japan Post e Sagawa Express, oppure internazionali, come FedEx e DHL.
  • L'accettazione di pagamenti con metodi diffusi e comuni in Giappone. Pertanto, oltre ai classici PayPal e Amazon Pay, si possono valutare anche Rakuten Pay, gestito dal gruppo e-commerce Rakuten, oppure PayPay, offerto da SoftBank, oppure anche LINE Pay, che passa attraverso il servizio di messaggistica LINE, molto diffuso nel Paese del Sol Levante.

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