Torna su

 

 

Digita il paese, il settore, il prodotto o l'argomento di tuo interesse per trovare aggiornamenti sul mondo dell'export digitale, informazioni relative ai principali marketplace, dati di mercato ed eventi.

 

 

Sharing economy: modelli di business e casi di successo

10 aprile 2019
di lettura

L’economia condivisa cresce sempre di più con i suoi innegabili vantaggi di risparmio, sostenibilità e di un ritorno a una vita più a misura d’uomo.

La sharing economy è un sistema socioeconomico che prevede la condivisione di beni, servizi, spazi lavorativi e abitativi, mezzi di trasporto ecc., grazie soprattutto alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie (app, social media, portali web) e dalle community che nascono intorno ai vari servizi, e sono fondamentali per determinare il successo o meno di una iniziativa.

Non c’è possesso, ma uso dei beni, non c’è acquisto, ma pagamento di servizi a consumo.

La sharing economy può modificare il comportamento dei consumatori in quanto la condivisione presenta vantaggi economici ed ecologici, e incide nella creazione di un nuovo spirito di comunità e di un ritorno a dimensioni più umane. Si viaggia in auto con sconosciuti condividendo chiacchiere e kilometri (BlaBlaCar), si affittano stanze o appartamenti a persone mai incontrate (Airbnb), si noleggiano le auto invece di acquistarle, si offrono i propri servizi a chi li richiede per brevi esperienze lavorative (ProntoPro), si raccolgono fondi online per dare vita a singoli progetti meritevoli o per sostenere persone in difficoltà.

Un fattore chiave di successo nella sharing economy è la reputazione online dei suoi partecipanti, che si costruisce sulla base delle recensioni degli utenti e con protocolli di valutazione reciproca (su BlaBlaCar si recensiscono i guidatori, ma anche i viaggiatori) in un’ottica di trasparenza che garantisce la fiducia.

Il consumo collaborativo tratta le risorse scarsamente disponibili in modo sostenibile, come scelta consapevole per contrastare l’accumulo di beni inutilizzati e ottenere una riduzione degli sprechi. I consumer con la sharing economy si trasformano in prosumer (ovvero in consumatori che abbandonano il ruolo passivo per partecipare attivamente al processo produttivo) con un effetto significativo sul sistema globale.

Modelli di Business

La sharing economy si basa quasi esclusivamente sull’utilizzo della tecnologia. Le aziende che lavorano in questo settore gestiscono piattaforme web frequentate da una community che mette in condivisione beni e servizi. La vera sfida è quella di riuscire a creare delle comunità di utenti sufficientemente ampia, dove condividere interessi e bisogni ottenendo reciproci vantaggi.

Poiché i vantaggi sono prevalentemente economici, il successo arriva rapidamente, e supera in breve tempo qualunque altro servizio analogo proposto dall’economia tradizionale, che non può competere con i costi bassi e la facilità di utilizzo.

Il business automobilistico è stato completamente rivoluzionato dal carsharing (Car2Go, Enjoy) e dal carpooling (BlaBlaCar). Inoltre, il coworking sta diventando uno stile lavorativo che favorisce il networking, con il vantaggio per i lavoratori autonomi, in passato isolati, di condividere valori e interessi, e di abbattere i costi.

Anche i gruppi di acquisto solidale (GAS) rientrano in questo panorama: sono gruppi di utenti che acquistano prodotti alimentari e di largo consumo con un approccio critico. In pratica, vengono effettuati acquisti su larga scala direttamente dai fornitori, che vengono poi divisi fra i membri del gruppo con vantaggi economici ed ecologici.

Tre fenomeni in particolare contribuiscono alla diffusione dell’economia condivisa:

  1. il crowdfunding (la raccolta fondi finalizzata a un progetto)
  2. il crowdsourcing (la richiesta di idee, suggerimenti, opinioni in vista della realizzazione di un progetto o della soluzione di un problema)
  3. la moneta complementare (un sistema di mutuo credito che all’interno di un sistema chiuso, permette lo scambio di beni e servizi di valore definito, senza l’esborso di denaro liquido).

Casi di successo

TripAdvisor è stata la prima piattaforma di recensioni di viaggi, strutture alberghiere o ristoranti. Con TripAdvisor lo strumento delle recensioni si è diffuso a macchia d’olio, diventando uno dei plus della sharing economy.

Su Ebay gli utenti hanno imparato a vendere e ad acquistare oggetti usati in un’ottica di riduzione degli sprechi, e a rilasciare recensioni sui venditori a vantaggio di altri acquirenti.

AirB&B è nato nel 2008, crescendo incredibilmente in fretta in tutto il mondo. Chi possiede una stanza o un appartamento può affittarli come alternativa economica agli alberghi. Con oltre 100 milioni di utenti e più di 2 milioni di posti letto in oltre 200 Paesi, è una reale minaccia per alberghi, ostelli e motel.

Enjoy di Eni o Car2Go di Daimler permettono di affittare un’auto anche per pochi minuti, all’interno delle aree urbane di molte grandi città. Mobike fa la stessa cosa con le biciclette (in Italia è presente a Milano, Firenze, Bologna, Torino, Reggio Emilia, Bergamo, Pesaro e Mantova).

BlaBlaCar mette in contatto persone che hanno bisogno di un passaggio con chi deve percorrere lo stesso itinerario, nello stesso momento con la sua auto. Si riducono le spese e si fa il viaggio in compagnia. Le recensioni aiutano a scegliere l’autista, ma anche i passeggeri.

Uber è un servizio di noleggio auto con conducente, in cui un privato mette a disposizione la propria auto e sé stesso come autista. Un’app consente agli utenti di richiedere l’auto e di pagare la corsa guadagnando una commissione sulle singole transazioni.

Collaboriamo.org è una piattaforma che raccoglie applicazioni e siti di sharing italiani divisi per categoria, dal cibo all’abbigliamento, dai trasporti alla raccolta fondi, dal tempo libero alla cultura: chiunque desideri scambiare, noleggiare o affittare beni e servizi in Italia, può trovare facilmente qui gli strumenti per farlo.

Vantaggi della sharing economy

La sharing economy gode di ampi consensi soprattutto fra i giovani, più abituati all’uso della tecnologia e quindi favoriti nell’accesso ai vari servizi. L’uso di auto condivise, di beni a noleggio presenta vantaggi per l’ambiente, perché riduce il consumo di carburanti e l’inquinamento. Il non possesso dei beni, cambia in generale il concetto di status sociale: molti giovani, soprattutto nelle grandi città, non sentono più il bisogno di possedere un’auto perché possono utilizzare le auto in condivisione per muoversi all’interno delle aree urbane. Le piattaforme digitali diventano uno strumento per favorire l’inclusione sociale.

Criticità della sharing economy

Il grosso problema della sharing economy è diventato in primo luogo la competizione con i modelli di business tradizionali (pensiamo ai taxi versus Uber, agli alberghi versus Airbnb) e in secondo luogo la tassazione dei profitti ottenuti dagli utenti non professionali che affittano stanze, condividono viaggi, offrono servizi. Manca ancora un quadro normativo che regolamenti le varie situazioni a livello europeo.

La sharing economy cresce spesso a scapito di attività consolidate, e contribuisce a un calo del fatturato nelle aree commerciali tradizionali, perché i consumatori tendono a ridurre i consumi. Inoltre, sta perdendo quell’aura democratica che inizialmente l’aveva fortemente connotata, trasformandosi in un business miliardario che provoca le reazioni di chi vede messa a rischio la propria situazione lavorativa, in quella che viene sentita come concorrenza sleale.