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Soluzioni innovative per tracciare i vini certificati

20 gennaio 2019
di lettura

La collaborazione tra Poligrafico e Zecca dello Stato Italiano e CSQA Certificazioni avvia un progetto che rafforza la tracciabilità dei vini DOP e IGP italiani e offre un’efficace comunicazione ai consumatori.

Il settore agroalimentare di qualità ha sempre più bisogno di tecnologie e processi che raccontino la storia del prodotto in modo trasparente,  tutelando le produzioni certificate e aumentando la riconoscibilità sui mercati. Lo dimostra la rapida crescita delle soluzioni QR Code, RFID, App, contrassegni, foodblockchain che oggi consentono di tracciare in modo efficiente un prodotto.

Il consumatore digitale ama infatti un consumo responsabile, vuole conoscere attraverso vari canali ciò che sta dietro un prodotto d’eccellenza e chiede una narrazione trasparente e credibile.

Per valorizzare le filiere di qualità e promuovere le eccellenze italiane del wine si sono unite le esperienze e le competenze dell'Istituto Poligrafico e di CSQA Certificazioni (dagli anni Novanta si occupa di tracciabilità delle produzioni agricole e alimentari di qualità, oggi impegnato anche nel progetto “Blockchain Solutions per il made in Italy” che affianca la blockchain ai tradizionali sistemi di identificazione e tracciabilità).

Questa collaborazione assicura  una rigorosa e agevole disponibilità di informazioni che consentono di posizionare a un livello più alto i prodotti, rendendoli immediatamente riconoscibili al consumatore.

L’etichetta è la carta d’identità di una bottiglia, racconta la storia del vino prima della degustazione… e oggi diventa anche strumento anticontraffazione.

Come funziona

L’applicazione dei Doc e Docg  italiani Trust your wine - realizzata dall’Istituto Poligrafico e Zecca -  interroga un sistema informativo dello Stato e ha un funzionamento semplice.

Basta fotografare con la fotocamera di uno smartphone il datamatrix presente sul contrassegno di Stato, oppure si può digitare o dettare il codice presente sulla bottiglia.

L’App interroga il database IPZS e restituisce il codice di controllo (che deve coincide con quello presente sul contrassegno di Stato) e offre le informazioni fondamentali sul vino: cantina, anno e certificato del lotto.