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E-Commerce: aumentano gli acquisti transfrontalieri

18 dicembre 2020
di lettura

La crescita registratasi negli ultimi anni nell’ambito delle vendite online ha incentivato i consumatori ad acquistare anche oltre i confini nazionali. 

Quando un utente effettua un ordine all’interno di uno shop online con sede in un Paese diverso da quello in cui risiede, l’acquisto viene definito transfrontaliero. Al contrario, l’utente che compra un prodotto da uno shop online con sede nel suo stesso Paese di residenza genera una vendita domestica

Un negozio online è considerato "nazionale" se più del 50% delle sue entrate è generato nel Paese in cui esso ha sede. 

I fattori alla base delle vendite transfrontaliere 

Lo sviluppo tecnologico

La rapida diffusione dell'accesso a Internet da dispositivi mobili, l’uso di tecnologie complementari come il cloud computing e, più in generale, una maggiore efficienza delle infrastrutture tecnologiche danno ai consumatori l’accesso ad ampie possibilità di acquisto online, che valicano i confini nazionali. 

I marketplace online

L'eCommerce transfrontaliero (o eCommerce cross border) ha tratto enorme beneficio dalla creazione di una infrastruttura internazionale che comprende pagamenti online, logistica e stoccaggio merci efficienti. A ciò si aggiungono i continui sforzi dei marketplace internazionali per sviluppare piattaforme sempre più rispondenti alle esigenze dei clienti locali. Fornendo servizi di qualità, essi accrescono la fiducia dei consumatori, dando così impulso agli acquisti transfrontalieri. 

L’internazionalizzazione degli eCommerce

L'unificazione dei regolamenti e delle leggi fiscali in materia di eCommerce ha incentivato le interazioni transfrontaliere. Più di qualsiasi altra cosa, è il crescente adeguamento dei servizi di consegna tra i Paesi ad aver contribuito gettando le basi per una logistica più trasparente ed efficiente.

La varietà di scelta

Spinti dalle novità estere, dall’ampia gamma di prodotti di qualità tra i quali scegliere nonché dal loro prezzo competitivo, i consumatori ricorrono con frequenza sempre maggiore agli acquisti transfrontalieri. 

Vendite transfrontaliere nel 2019: Belgio e USA a confronto

Nel 2019, il Belgio ha registrato una forte attività transfrontaliera, che ha visto protagonisti i maggiori player esteri dell’eCommerce. Le vendite transfrontaliere costituiscono il 30% delle vendite nette dell'eCommerce belga. Seguono l’Irlanda con una quota del 27%, l’Austria con il 18%, il Portogallo con il 12% e, infine, la Danimarca con l’8%.


Fig.1 - Quota di vendite nette transfrontaliere per Paese nel 2019 – Fonte: eCommerce Report 2020 – Statista

Tra le possibili spiegazioni per l’alto tasso di acquisti online transfrontalieri rientrano, ad esempio, la prossimità geografica e il comune background culturale con la Francia con la quale il Belgio condivide sia i confini che la lingua, fattori che incoraggiano le interazioni commerciali tra i due Paesi.

Agli antipodi si collocano, invece, i consumatori statunitensi i quali preferiscono acquistare a livello locale. Come mostra la fig. 2, infatti, solo l’1% delle vendite nette del commercio elettronico è di tipo transfrontaliero. Lo scorso anno, la maggior parte degli shop online leader negli USA ha venduto prevalentemente ai consumatori locali, con l’unica eccezione rappresentata da Apple.com, che ha registrato più vendite transfrontaliere che domestiche rispetto agli altri player di settore presi in esame. 
 

Fig.2 - Vendite nette domestiche e transfrontaliere USA nel 2019 – Fonte: eCommerce Report 2020 – Statista

Gli Stati Uniti rimangono comunque uno dei Paesi più richiesti per gli acquisti transfrontalieri in tutto il mondo. Ciò è principalmente dovuto al fatto che gli acquirenti sono spinti dalla diversità e dalla qualità dei prodotti statunitensi, così come dalla difficoltà di reperire le stesse merci nei loro Paesi di origine.  

Fonte: eCommerce Report 2020 – Statista 

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