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I marketplace nello scenario del New Retail

21 febbraio 2022
di lettura

Da sempre l’e-commerce rappresenta un settore in grado di dettare l’evoluzione non solo del commercio, ma anche di un nuovo modo di fare impresa. Proprio da questo mercato, infatti, si è affermato negli ultimi anni il fenomeno delle aziende a piattaforma che, tramite le forme di collaborazione abilitate dal digitale, stanno generando una nuova tipologia di offerta e un rinnovata modalità di relazione sia lungo la filiera che verso i consumatori finali.

L’avvento dei marketplace e dei modelli a piattaforma, chiaramente rintracciabile a livello globale, si sta rafforzando sempre più anche in Italia. Secondo uno studio di Netcomm, condotto da The European House Ambrosetti, già nel 2019 i marketplace generavano oltre 8 miliardi di euro di fatturato e occupavano più di 16mila persone in Italia, registrando un trend di forte crescita che ha visto aumentare il loro fatturato dal 2015 al 2019 del+26% medio e registrando un ulteriore +81% nel 2020. Considerando i sottosettori che compongono il macro-aggregato delle vendite online, nel 2019 i marketplace hanno rappresentato il comparto a crescita maggiore, sia per fatturato (+26% medio annuo) che per occupazione (+21% medio annuo).

Gli operatori dell’e-commerce e del commercio fisico che stanno evolvendo verso il modello a piattaforma sono sempre più numerosi. Nei marketplace, i retailer vedono la possibilità di accedere a una pluralità di benefici e servizi, che vedono al primo posto l'accelerazione delle vendite (87%), il digital marketing (48%), l’invoicing (47%), il return management (39%), lo storage (36%), il customer service (34%), il purchase order management (28%), il receivable management (18%), l’insurance (18%), l’inventory management (18%), il payable management (8%), l’inventory financing (6%) e il trade financing (5%). Tutti questi fattori sono cruciali per mettere in relazione la domanda e le vendite.

La platform economy ha ormai iniziato a radicarsi in tutti i settori: dal BTC al BTB e dai prodotti ai servizi, quali il contesto dei pagamenti, dell’informazione e della salute. Oggi in Italia, circa 100 imprese hanno aderito al modello a marketplace. Tra i settori merceologici principalmente coinvolti vi sono Elettronica di Consumo, Moda, Casa e Arredo, Beauty e Food.

A livello mondiale invece, i primi 200 marketplace generano più di un milione di visite al mese e hanno visto un aumento delle vendite del’81% nel Q4 2020 rispetto allo stesso periodo nel 2019. Questa percentuale è il risultato, da un lato, di un aumento dei seller sulle piattaforme del 46% e dall’altro dell’incremento delle vendite medie di questi venditori del 24%. Da una recente ricerca poi, è emerso come i player chi abbiano sviluppato il modello a piattaforma abbiano registrato un aumento del 10% dei loro utili.

Molto interessante è inoltre il contesto BTB, dove le piattaforme vengono utilizzate dal 31% delle aziende italiane per vendere e dal 77% delle aziende italiane per comprare prodotti in questo ecosistema. Molte imprese sviluppano poi piattaforme B2B per aprire a venditori terzi e completare così la gamma di vendita dei propri prodotti e servizi.

Se dalla rivoluzione industriale ad oggi le imprese hanno seguito un modello lineare basato sul concetto “compro, trasformo e vendo”, con le piattaforme questa logica deve necessariamente trasformarsi. Il modello delle piattaforme, di fatto, riesce a sviluppare energia economica, produttiva e commerciale creando valore per le imprese e gli utenti.

Questi attori si incontrano sulle piattaforme dove scambiano informazioni ed effettuano transazioni, che diventano sempre più pertinenti, tempestive e filtrate. Da questa rinnovata modalità di incontro tra domanda e offerta si genera un’importante mole di dati che viene utilizzata per migliorare la conoscenza degli utenti, l’esperienza vissuta ma anche per generare un matching sempre più appropriato tra offerenti e compratori, creando un circolo virtuoso che si affina nel tempo. La strada della marketplace economy è avviata e non resta che osservare, se non anticipare, come questa andrà a innovare nei prossimi anni il mondo delle imprese e dei consumatori.

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