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Ambito: E-commerce

Il packaging come strumento di vendita per l’e-commerce

2 maggio 2019
di lettura

Il packaging può diventare un ottimo strumento di marketing se viene realizzato tenendo conto delle esigenze dei clienti, sempre più attenti alla sostenibilità, alla sicurezza, alla facilità di smaltimento e alla personalizzazione.

Le spedizioni, e di conseguenza il packaging, rappresentano un momento cruciale nella costruzione della relazione con il cliente. L'acquisto di prodotti online, infatti, avviene in modo completamente virtuale fino all’arrivo del pacco a destinazione che rappresenta l’unico contatto fisico con gli utenti nel processo di acquisto.

Il packaging è dunque un’opportunità per fidelizzare il consumatore, consolidare la percezione del brand e differenziarsi dalla concorrenza. Affinché il packaging rappresenti un touch point efficace vanno messi in atto alcuni accorgimenti che possono fare la differenza.

Packaging minimal

I consumatori apprezzano i pacchetti piccoli, che si adattano perfettamente ai prodotti acquistati, e si presentano facili da aprire. Oltre a incontrare il gusto estetico dei consumatori, l’uso di un packaging ridotto permette di ottimizzare i costi di spedizione e di evitare sprechi di cartone e di altri materiali di imballaggio. In un’ottica less is more, un packaging che riduce all’essenziale l’impiego di materiale e dal design minimalista è la risposta vincente. Il problema è che spesso il confezionamento originale non è idoneo alle spedizioni, perché pensato per le vendite tradizionali.

Per ottimizzare i costi di trasporto è essenziale adattare il formato dell’imballaggio alla merce che contiene, bandendo i vuoti inutili. Esistono, e sono troppo poco conosciute, scatole con altezza variabile che con un semplice taglio di cutter ai quattro angoli si possono adattare alla dimensione necessaria: un pretaglio a ogni centimetro permette di ottenere fino a 12 altezze differenti. Altre opzioni in questo senso sono gli astucci telescopici, anche loro adattabili in altezza. Sono soprattutto i riempitivi però a rappresentare un volume importante a magazzino. Sono nati pluriball salvaspazio che facilitano lo stoccaggio, riducendo il volume di ogni rotolo del 25%.

Sistemi di riempimento a domanda

Per la riduzione degli ingombri di imballo, la soluzione migliore è costituita dai sistemi di riempimento a domanda. Si tratta di macchinari che fabbricano sia carta pressata, sia cuscini o bolle d’aria a partire da rotoli di plastica. Questi ultimi, quando sono stoccati, occupano solo l’1% del volume che avranno una volta gonfiati dai sistemi di riempimento. Il merchant ha quindi la possibilità di non avere ingombri a magazzino e di utilizzare i riempitivi solo quando se ne presenta la necessità.

Riutilizzo

La grande maggioranze degli e-shopper, in caso di reso, si aspetta di poter restituire i prodotti acquistati nel medesimo imballo ricevuto. Ecco perché diventa importante pensare a soluzioni che permettano al cliente di richiudere e riutilizzare facilmente la propria scatola e al contempo far trovare etichette di reso già pronte all’uso. Progettare un packaging resistente e idoneo al reso dà la possibilità al cliente di conservarlo e di riutilizzarlo per altri scopi differenti da quello originale, anche all’interno della propria abitazione. In questo modo il brand del merchant rimarrà visibile molto più a lungo.

Personalizzazione

All’imballaggio non viene richiesto solo di proteggere, ma anche di essere smart. I pacchi dei merchant non devono passare inosservati: lo sanno bene retailer come Zalando, che puntano su loghi e su pay-off d’impatto.

L’utilizzo di un semplice nastro personalizzato ad esempio, è sufficiente a veicolare il brand. Anche l’apposizione di un’etichetta o l’inserimento della carta velina colorata o marchiata con il logo dell’azienda rinforzano nel cliente la percezione di qualità e l’attenzione portata ai dettagli. Gli imballaggi personalizzati possono avere un costo superiore a quelli standard, ma migliorano la customer experience specialmente per i merchant che vendono solo online, in cui il pacco è l’unica interazione fisica.

I consumatori che comprano frequentemente online, sono disposti ad acquistare da uno specifico e-commerce se questo lo premia con un packaging di design e personalizzato, possono essere invogliati a condividere l’immagine dell’imballaggio sui social media.

Un’altra tendenza di molti merchant, è quella di mantenere una scatola esterna standard e di personalizzare la parte interna per ottenere l’effetto sorpresa all’apertura. Questo risultato si ottiene con messaggi di ringraziamento sul cartone, ma anche attraverso i riempitivi: film a bolle a forma di cuore, di stella, “thank you!” o riempitivi in carta a nido d’ape o carta velina colorata e personalizzata con il logo del merchant.

Packaging antieffrazione

Il costo per la messa in sicurezza delle spedizioni dipende principalmente dal valore dei prodotti e dal tasso medio di effrazione per settore di attività. I merchant che trattano questi prodotti possono avvalersi di alcuni accorgimenti:

  • preferire scatole dal fondo doppio, rispetto a quelle a fondo automatico che si possono manomettere più facilmente
  • adottare adesivi personalizzati che permettono l’identificazione immediata di tentativi di effrazione nelle varie fasi della movimentazione logistica
  • utilizzare nastri anonimi, come fanno alcuni brand prestigiosi per non attirare l’attenzione, ma scegliere comunque adesivi personalizzati con specifiche informazioni e colori per consentire il monitoraggio dallo stoccaggio alla consegna.

Per le spedizioni di maggiore valore esistono in commercio dispositivi in grado di rendere visibile ogni tentativo di furto: i nastri in carta gommata che strappano il cartone in caso di tentativo di sollevamento; i nastri di sicurezza che lasciano sul cartone un messaggio di tentata effrazione; le buste opache antieffrazione, dotate di un adesivo che fa apparire il messaggio “tentativo di frode” in caso di apertura durante il tragitto.

Imballaggi green

L’imperativo della sostenibilità sono le 3R. Ridurre, Riutilizzare, Riciclare. I consumatori non sono mai stati così esperti e attenti. Più della metà delle decisioni di acquisto sono influenzate dall’impatto ambientale dell’imballo. Grandi marchi, come Zara, Nespresso o Joolz hanno saputo cavalcare questo trend, suggerendo delle idee di riutilizzo e proponendo tutorial su come dare nuova vita agli imballaggi, all’interno di sezioni dedicate nei propri siti o direttamente sulle scatole.

I produttori di imballaggi hanno iniziato a ridurre lo spessore dei materiali e ad utilizzare materiali sostenibili con prestazioni analoghe agli imballaggi tradizionali. Le scatole sono in cartone riciclato, oppure sono di pura carta kraft certificata PEFC o FSC, ovvero ottenuta da foreste gestite responsabilmente.

In crescita i riempitivi da bio-materiali in amido di mais o riempitivi in carta recuperata da macero selezionato. Anche i sacchetti in plastica sono riciclati e i nastri da pacco non sono più solo in plastica, ma anche in carta. Oggi gli imballaggi green sono ancora piuttosto costosi, ma la domanda aumenta ogni giorno e i prezzi sono destinati a scendere.

Riciclo

Molti merchant hanno deciso di fluidificare l’esperienza di acquisto del consumatore anche nella fase del riciclo scegliendo di utilizzare per le spedizioni un unico materiale di imballaggio: ad esempio, una scatola in cartone, un riempitivo in carta e un nastro sempre in carta perché l’e-shopper possa gettare tutto insieme, senza impegnative divisioni.