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India digitale, e-commerce in crescita

10 marzo 2020
di lettura

L’India è uno dei mercati che si sta sviluppando più velocemente al mondo nel settore nell’e-commerce.

Il volume d’affari è passato da 39 miliardi di dollari nel 2017 ai 120 previsti nel 2020. Cresce ad un tasso del 50% annuo come certifica una recente ricerca commissionata del governo indiano. Tra i driver principali ci sono l’alta percentuale di popolazione giovane e le migliori condizioni economiche che si sono create in questi ultimi anni.

Dopo la Cina, l’India con gli Stati Uniti è uno dei mercati più importanti al mondo per on line -shopper.

Fonte: Global e-commerce ranking

La crescita del e-commerce indiano sta avvenendo rapidamente e continuerà a ritmi sostenuti anche nei prossimi anni. La velocità è tale che molto spesso le classifiche globali non fanno in tempo a registrare i progressi di questo paese nell’e-commerce. Tanto che è diffusa la convinzione che l’India si attesti in posizioni di retrovia.

I possessori di telefoni cellulari sono passiti da 904.51 milioni nel marzo 2014 a 1,170 miliardi nel 2019. Il numero degli utilizzatori di internet è passato in pochi anni da 450 milioni nel 2017 a 670 nel 2019. Le previsioni sono che nel 2021 si raggiungeranno gli 829 milioni.

Numeri di tutto rispetto che non possono essere ignorati dalle imprese italiane che intendono aprire il canale digitale per commercializzare i loro prodotti in questo paese che fra qualche anno supererà come popolazione la Cina per affermarsi come il più popoloso al mondo. 

Certo i grandi numeri sono importanti, ma un indicatore fondamentale per scegliere i canale dell’e-commerce è costituito dalla spesa media procapite per consumatore. L’India è indietro rispetto agli USA, Cina e Europa, ma la crescita sostenuta e la dimensione presentano comunque numerose opportunità che devono essere sfruttate in anticipo prima che l’arena competitiva diventi affollata.

Per far ciò e’ necessario essere attenti ai dati ed analizzarli con cura. Si scopre allora che l’e-commerce si sta sviluppando anche tra i consumatori localizzati nelle città di dimensione più piccola rispetto ai grandi centri nazionali. Un segmento interessante sono i cross-border e-shoppers. Questa tipologia apprezza i brand internazionali e li ricerca. Pertanto è un target da monitorare per le imprese del settore moda e in genere di beni di consumo.

Questo consumatore ricerca in modo particolare brand internazionali che non trova disponibili in loco. La spesa on line è di circa 224 $ procapite ancora bassa rispetto a quella USA e di molti paesi europei ma considerato che l’economia cresce a ritmi elevati nei prossimi anni questo valore crescerà.

Anche uno dei vincoli principali che tiene lontane le aziende dall’investire sull’e-commerce cioè l’affidabilità del sistema logistico sta migliorando.  Nelle grandi città metropolitane classificate Tier1 cioè New Delhi, Mumbai, Chennai, Bangaloru, Hyderabad ecc  viene garantito un servizio di delivery buono, e gradualmente questo livello si sta estendendo alle città più piccole Tier 2 e Tier 3. Si tratta, comunque, di città con milioni o diverse centinaia di migliaia di abitanti.

Il settore dell’e-commerce ha attratto molti investitori internazionali sin dal 2009. Nel 2019 erano attive 4757 start up nell’e-commerce. Inoltre, gli investimenti del governo nel 5G stimoleranno ulteriormente la crescita dell’e-commerce ed in particolare daranno un forte impulso alle forme di pagamento digitale per le quali le start up indiane producono soluzioni innovative.

Gli acquisti sono concentrati prevalentemente nel settore dell’elettronica che rappresenta il 48% mentre al secondo posto c’è l’abbigliamento con il 29%. Questi due settori monopolizzano gli acquisti dei consumatori indiani perché rappresentano il 77% del totale. La altre tipologie di acquisti, sebbene abbiano quote minori, avranno un peso sempre maggiore nel futuro in particolare articoli legati alla casa, mobili, cura personale e food.

Fonte: Kpmg India

Il mercato conta numerosi operatori che gestiscono marketplace. Il principale è FlipKart che ha un fatturato annuale di oltre 6 miliardi ed è davanti ad Amazon India e Reliance digital che fa capo alla conglomerata controllata da Ambani.  Questi operatori rappresentano una quota rilevante del mercato. Gli altri detengono quote minori e si stanno sempre più specializzando come per esempio nel caso di Paytm mall che, tra le altre sezioni, ne ha una dedicata al grocery dove viene proposto il cioccolato un prodotto che sta registrando una forte crescita.

Il mercato indiano, sebbene abbia ancora una quota di spesa pro capite non paragonabile a quella degli Stati Uniti, dell’Europa e Cina, merita attenzione e di essere monitorato analizzando i dati a disposizione che delineano trend che vanno intercettati per elaborare strategie di entrata multidimensionali che tengano conto della enorme diversità culturale del paese ed integrate con un approccio di entrata non solo indiretto, ma anche diretto. Emerge, infatti, un consumatore evoluto con disponibilità economiche anche consistenti che apprezza sempre di più acquisti di brand internazionali localizzato sia nelle grandi aree metropolitane che nelle città di dimensioni più piccole, ma sempre molto popolate con modalità di acquisto differenti a seconda dei vari Stati della Federazione.

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