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Ambito: E-commerce

L’e-commerce in Cina: dati e tendenze

18 giugno 2019
di lettura

La Cina è la nuova frontiera per le esportazioni e per l’e-commerce. Un mercato gigantesco dove i consumatori sono abituati a comprare pagando con un click dal cellulare, sempre a metà tra online e offline.

La Cina rappresenta un mercato immenso per l’e-commerce e per l’export made in Italy. La popolazione cinese è composta da 1,4 miliardi di persone, con un tasso di urbanizzazione nel 2018 del 60%. In Cina sono presenti ben 260 città con oltre un milione di abitanti (negli USA le città di queste dimensioni sono 10 e nell’UE, compresa Russia e Turchia sono 33). 793 milioni di persone vivono nelle aree metropolitane, con una crescita annua pari al 16%.

La crescita della popolazione non è solo demografica, ma riguarda anche il potenziale di spesa. La Cina è infatti il Paese che prevede per il 2021 un aumento della popolazione benestante pari al 32,8%. Parliamo di 70 milioni di persone in più che effettuano acquisti, per la maggior parte online.

Per capire il potenziale di questo Paese basta confrontarlo con gli USA, dove i nuovi benestanti saranno circa 17 milioni nel 2021, o con l’India, la prima tra i Paesi emergenti che raggiungerà il 34 milioni (fonte: Esportare la Dolce Vita 2016 – Centro studi Confindustria).

In Cina nel 2018, ben 600 milioni di cinesi hanno effettuato acquisti online. Un mercato immenso se paragonato ai 180 milioni degli USA e ai 300 milioni dell’Europa. Il valore delle vendite online cinesi è di 682 miliardi di Euro, contro i 438 miliardi degli USA e i 196,3 dell’UK.

Nuovi trend

I consumatori cinesi sono per la maggior parte giovani e abituati a usare le nuove tecnologie. L’evoluzione tecnologica in Cina ha praticamente saltato un gradino, passando direttamente all’uso dello smartphone e della moneta digitale. Il desktop, i tablet, le carte di credito non hanno praticamente mai fatto parte della vita dei giovani cinesi. I computer in Cina si usano quasi esclusivamente nei luoghi di lavoro, e tutto ciò che è intrattenimento, shopping, vita sociale, lifestyle passa attraverso lo smartphone che è parte integrante e imprescindibile della vita delle persone.

Nella quotidianità, lo smartphone domina ogni momento della vita dei consumatori cinesi, dall’uso del bike sharing gestito tramite app sul telefono, al pagamento dell’elemosina ai mendicanti, che si sono organizzati con il QR Code, in quanto in Cina il denaro contante è praticamente scomparso, e questo resta l’unico modo per poter incassare qualche moneta.

In Cina la giornata tipo dei consumatori cinesi metropolitani inizia durante il viaggio verso il luogo di lavoro, facendo la spesa via smartphone in un supermercato online o cercando offerte sui marketplace. In pausa pranzo, il consumatore si fa portare il cibo scelto online in ufficio, oppure cerca, prenota o paga online il pranzo in un ristorante in zona, trovato sulle piattaforme specializzate. La giornata termina con il consumatore che acquista i biglietti per il cinema online, che cerca e prenota locali su Internet, o che trascorre del tempo facendo shopping nel proprio marketplace preferito.

Il mondo digitale cinese è molto vario e soprattutto molto diverso da quello occidentale. Google, Facebook, Youtube e le altre piattaforme a cui noi siamo abituati in Cina sono censurate.

WeChat, oltre a funzionalità simili al nostro WhatsApp, è un vero proprio social media, oltre alla possibilità di effettuare acquisti online, prenotare taxi, effettuare pagamenti e trascorrere del tempo tra giochi, informazioni, intrattenimento musicale ecc.

In Cina, tutto passa attraverso lo smartphone, e anche le tradizionali “Buste Rosse” con cui i cinesi in passato si scambiavano regali in denaro in occasione delle festività, e che oggi sono diventate digitali.

In Cina si usa solo moneta elettronica, e questo può causare a chi non è abituato non poche difficoltà. Se non si ha sul cellulare la app per prenotare e pagare i taxi, si rischia di restare per strada, anche perché per pagare servono i sistemi di pagamento locali, come WeChatpay o Alipay, collegati ai propri conti bancari.

I protagonisti dell’e-commerce in Cina sono Tmall (del gruppo Alibaba), che detiene oltre il 50% del mercato, seguito da JD che raggiunge il 25% dei consumatori. Il cross border, ossia l’acquisto di prodotti stranieri, sta crescendo in modo esponenziale, facilitato dalla politica cinese che favorisce le importazioni dall’estero.

Attraverso il cross-border e-commerce, si possono vendere in Cina prodotti stranieri senza dover affrontare la lunga e complessa procedura di autorizzazione presso le competenti autorità locali, obbligatoria invece per l’esportazione e la vendita attraverso i canali tradizionali. Con il cross-border e-commerce il modello operativo si semplifica e per l’impresa italiana non è più necessario avere un importatore/distributore cinese, per vendere ai consumatori di quel Paese, anche se rimane comunque fondamentale avere un partner operativo in loco.

Il social e-commerce è protagonista indiscusso del mercato cinese, trascinato dagli influencer, fondamentali per promuovere i prodotti in un mercato dove la concorrenza è impressionante. Anche se i cinesi acquistano quasi tutto online, la quantità di brand e prodotti è così vasta che senza attività di marketing è praticamente impossibile emergere.

E in Cina il marketing passa soprattutto dai KOL, influencer specializzati per tutte le nicchie di mercato, a cui i consumatori si affidano per consigli, suggerimenti e con cui comunicano e si interfacciano quotidianamente, stabilendo relazioni non diverse da quelle che hanno con amici a parenti.

Le recensioni infine sono il primo strumento a cui il consumatore cinese si affida quando acquista online perché la preoccupazione di acquistare beni contraffatti o adulterati è molto presente tra gli utenti. Il customer care diventa quindi fondamentale, perché gli utenti fanno domande alle aziende, chiedono consigli e rassicurazioni e stabiliscono con i merchant un rapporto personale, che incrementa la fidelizzazione e stabilizza la relazione tra azienda e acquirente.