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Ambito: E-commerce

L’e-commerce in Europa: dati e tendenze

18 giugno 2019
di lettura

Nel 2018, secondo il report 2019 di E-commerce Europe, la penetrazione Internet ha raggiunto l’81% della popolazione, con una stima dell’82,49% per il 2019.

Il Nord Europa è l’area europea di maggior penetrazione Internet (93,3%), agevolata dalle migliori infrastrutture. L’Islanda è il paese che presenta la maggior penetrazione (99%), mentre l’Ucraina quella con la penetrazione più bassa (64%).

Non tutta l’Europa ha gli stessi livelli di utilizzo dell’e-commerce. La Svizzera, il Regno Unito e la Danimarca hanno consumatori maturi e abituati a ordinare online (rispettivamente l’88%, l’87% e l’86% degli utenti internet dei rispettivi Paesi), mentre nazioni come la Macedonia, la Romania e l’Ucraina, anche se presentano discreti livelli di penetrazione Internet, sono ancora piuttosto indietro per quanto riguarda gli acquisti online (rispettivamente il 31%, il 26% e il 22%), probabilmente per le infrastrutture poco sviluppate.

Il dato 2018 di fatturato e-commerce è di 538 miliardi di euro, mentre la previsione di fatturato per il 2019 è stata calcolata in 621 miliardi di euro, con una crescita del 13%. La maggior parte del fatturato dell'e-commerce B2C è attualmente concentrato in Europa occidentale (66%), mentre l'Europa settentrionale presenta la spesa più alta per e-shopper.

Malta, Cipro e Lussemburgo sono i Paesi che effettuano più ordini transfrontalieri dagli altri Paesi Europei, mentre Montenegro e Islanda sono quelli che effettuano più ordini da Paesi extraeuropei.

Il Portogallo è il Paese che si dice più preoccupato dall’effettuare pagamenti online, mentre il Montenegro è quello che si dimostra più preoccupato in relazione ai tempi di ricevimento delle merci e per tutto ciò che concerne i resi, la ricezione dei pacchi, la restituzione del denaro e così via.

Per quanto riguarda i metodi di pagamento:

  • il Regno Unito predilige carte di credito e bancomat (52%) e Paypal o altri wallet (43%)
  • in Francia l’80% degli ordini viene effettuato tramite bank card
  • il 52% degli ordini in Germania viene pagato con Paypal.

Interessante il fatto che il 26% delle transazioni in Germania viene effettuato previo invio di fatture che vengono saldate successivamente dagli utenti.

Nuovi trend

L’Europa presenta uno scenario piuttosto variegato. Il Regno Unito è il Paese in cui il food and grocery, soprattutto la parte supermercato, si è sviluppata di più, trascinata dagli investimenti che ha fatto Tesco ‒ la catena di supermercati leader in Gran Bretagna ‒ già più di dieci anni fa. Nel Regno Unito circa il 30% di prodotti alimentari vengono venduti online. È il Paese più avanzato da questo punto di vista: non solo supermercati ma anche altre realtà del mondo food, come il food delivery.

Una situazione diversa, ad esempio, in Germania, che ha la caratteristica di essere il Paese dove Amazon detiene la quota più alta di mercato sul totale dei prodotti venduti, ancora di più che negli Stati Uniti. Per le categorie di prodotto coperte da Amazon, Amazon stesso ha circa il 50% delle quote di mercato, quindi un prodotto su due in Germania viene venduto tramite Amazon.

In generale in sono molto forti i markeplace e fortissime anche altre realtà che sono diventate leader in tutta Europa come Zooplus, che vende prodotti per animali, Zalando per l’abbigliamento, ma anche realtà come Delticom, il gruppo tedesco che vende pneumatici online in tutta Europa, con siti con nomi diversi per ciascun Paese (in Italia Gommadiretto.it) ed è un ottimo esempio di omnicanalità perché sul sito si scelgono i prodotti online e un gommista offline dove riceverli e farli installare.

La Francia è il Paese che vede la penetrazione di Amazon più bassa d’Europa, perché in Francia erano già presenti una serie di piattaforme marketplace e retailer, come Cdiscount o Fnac, già forti, che hanno resistito all’assalto di Amazon e sono ancora una scelta primaria per i consumatori francesi.

In generale, in tutta Europa comunque crescono i modelli integrati online e offline. Lo stesso IKEA ha impiegato diversi anni a capire come sviluppare il proprio e-commerce. Oggi sta offrendo un modello integrato online e offline in tutti i Paesi europei, non costruisce più i grandi magazzini IKEA. I nuovi IKEA sono più piccoli, senza esposizione, che funzionano come centri di consulenza e di assistenza per i consumatori.