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Retargeting nell'era digitale

27 maggio 2019
di lettura

Proporre un messaggio pubblicitario mirato all'utente che ha già manifestato interesse.

Raggiungere il tuo pubblico al momento del bisogno è senz'altro l'approccio alla lunga più efficace. Consente di instaurare fiducia reciproca, fornendo il servizio migliore.

L'approccio in questi anni si sta spostando da outbound a inbound, di conseguenza si passa da modalità di contatto basate sull'interruzione a modalità di interazione con l'obiettivo di soddisfare una necessità reale.

Intercettare un potenziale cliente

Le fasi che portano l'utente all'acquisto di un prodotto o servizio possono essere sintetizzate in 

  • Consapevolezza: la fase in cui l'utente prende coscienza dell'offerta, lavorando bene su questa fase comprenderà chi siamo, la nostra missione, la nostra visione e cosa offriamo
  • Considerazione: la fasse in cui l'utente già ci conosce e inizia a valutare la possibilità di acquistare un nostro prodotto o servizio; l'utente è in ascolto
  • Intento: la fase in cui l'utente è in procinto di acquistare un prodotto, richiedere un servizio, chiedere informazioni o iscriversi a un evento da noi organizzato
  • Conversione: la fase in cui l'intento si trasforma in azione e otteniamo un ritorno sul nostro investimento

Se pensiamo alle pubblicità online, essa è prevalentemente di interruzione: una popup che interrompe la visione di un contenuto video che eravamo in procinto di vedere, un banner che occupa parte dello spazio nel quale avremmo preferito non trovare della pubblicità.

L'utilizzo corretto del retargeting può in parte commutare l'approccio da outbound a inbound.

La pubblicità è oggi la forma con la quale si sostengono gran parte delle attività online e non. Soffermiamoci un attimo sulle fasi del processo d'acquisto mostrate sopra, e pensiamo alle forme tradizionali di pubblicità ad esempio lo spot televisivo: generalmente punta a catturare l'attenzione del numero più alto possibile di potenziali consumatori in relazione a una fascia oraria o all'argomento trattato dal palinsesto che interrompe. E' una forma di pubblicità che punta a rafforzare la cosiddetta brand awareness, collocandosi quindi nella fase di consapevolezza.

Cosa succede invece quando l'utente trova la nostra offerta a partire dai motori di ricerca e poi visita il nostro sito? Raggiunto il nostro sito potrebbe ad esempio finire nell'ultima pagina prima della conversione, ad esempio il carrello nel quale ha introdotto un prodotto, senza poi però acquistarlo. Oppure potrebbe trovare i contenuti di un blog e accedere a una delle pagine nella sezione dedicata alla tecnologia.

In entrambi i casi l'utente è molto avanti nel processo d'acquisto che porta alla conversione. Potrebbe ad esempio trovarsi a un passo da essa, nella fase dell'intento.

Usare il retargeting

Con i dovuti accorgimenti -prima di tutto- informando l'utente attraverso privacy e cookie policy, grazie al retargeting si possono memorizzare le preferenze espresse dagli utenti e utilizzarle sulle principali piattaforme Social quali Facebook e LinkedIn, e non solo.

Esempio

Un utente visita la sezione del nostro sito dedicata alla tecnologia e viene aggiunto automaticamente al nostro pubblico su Facebook che nel frattempo avevamo appositamente configurato, impostando questa semplice regola: "inserisci in questo pubblico tutti gli utenti che hanno visitato una delle pagine della sezione tecnologia del nostro sito". Da quel momento è possibile inviare a quegli utenti delle pubblicità mirate.

Se nella sezione tecnologia del nostro sito spieghiamo come riparare un hard disk ma li vendiamo anche, sappiamo che l'utente che ha visitato quella pagina del nostro sito potrebbe essere davvero interessato alla nostra offerta.

In Facebook questa tecnologia è chiamata Pixel, clicca qui per maggior informazioni. In sostanza si configura il Pixel di Facebook sul proprio sito, inserendo un semplice codice. Poi si configurano su Facebook uno o più pubblici a partire dagli utenti che hanno visitato una o più sezioni del nostro sito.

Qui è spiegato come utilizzarla su LinkedIn, dove il messaggio mirato per l'utente può avvenire sottoforma di post sponsorizzato o di messaggio InMail.

Il retargeting è una tecnica di marketing che consente di entrare nuovamente in contatto con l'utente che ha manifestato un interesse. Dove e come utilizzarlo dipende poi da altri fattori, prediligere LinkedIn potrebbe ad esempio rivelarsi una scelta efficace nell'ottica di promuovere un evento legato al tema di interesse per una determinata categoria professionale. Ingaggiando l'utente nella piattaforma dove è propenso ad approfondire le tematiche correlate alla propria attività lavorativa.

Farne un uso moderato

L'utente è sempre in grado di scegliere. E' in grado di valutare chi propone dei contenuti di valore e chi sta facendo del vero e proprio spam.

Il suggerimento è usare il retargeting con grande attenzione, rispetto per la privacy dell'utente e configurando ad esempio un limite massimo alle volte che un utente potrebbe visualizzare un determinato messaggio in un mese.

In conclusione

L'utente che ha trovato in precedenza la nostra offerta è molto vicino all'acquisto o alla sottoscrizione di un servizio. Il retargeting permette di intercettarlo nuovamente in un momento diverso rispetto a quando è entrato in contatto con noi e di ricordargli l'interesse per la nostra offerta, fornendogli un messaggio su misura. E' importante tenere bene a mente i diritti dell'utente in ambito Privacy e contattarlo con moderazione, per rispetto prima di tutto e per tenere alto il livello di percezione verso il nostro marchio.